Progetto D.u.It.: un mese, una famiglia, un'altra lingua
Giorgia Saputo di 4B Linguistico ha avuto l’occasione di trascorrere quattro settimane in Germania, a Recklinghausen, grazie al programma di scambio su base individuale D.U.It. (Deutschland und Italien). Il programma si propone di promuovere l’apprendimento linguistico e la conoscenza interculturale attraverso un’esperienza di scambio e integrazione tra Italia e Germania, che prevede la reciproca accoglienza degli studenti partecipanti, sia in ambito scolastico sia in famiglia.
Da Casale Monferrato a Recklinghausen sono solo due ore di volo, ma per un mese mi sono sembrati due mondi diversi.
Dal 19 settembre al 17 ottobre 2026 ho vissuto un'esperienza completamente nuova per me: quattro settimane in una città che non conoscevo, ospite di una famiglia tedesca.
Prima di partire ero spaventata. Era il mio primo viaggio in aereo, sarei dovuta partire da sola e avevo paura di come mi sarei trovata con la famiglia. Tuttavia, appena ho abbracciato la mia ragazza ospitante, ho capito che avrei passato uno dei mesi migliori della mia vita. Fin da subito la mia famiglia ospitante ha saputo mettermi a mio agio, facendomi avere tutto ciò di cui potessi aver bisogno e rispettando i miei spazi.
La famiglia era composta da un papà tedesco, una mamma spagnola e due figli, una ragazza di 16 anni e suo fratello di 13. La città era abbastanza grande, con tutti i servizi che si potessero desiderare e costellata di abitazioni dal tipico stile nordico. Ho abitato in centro, a due passi dalla scuola, che da fuori sembrava in stile gotico ma dentro era piuttosto moderna.
Inizialmente, soprattutto durante le lezioni, ho avuto qualche difficoltà con la lingua, perché compagni e professori parlavano velocemente. Con il tempo, però, le parole hanno iniziato a diventare più chiare nella mia testa. Dopo poco anche io provavo a parlare in tedesco e per le parole che non conoscevo usavo l'inglese.
La vita a Recklinghausen era abbastanza tranquilla e dopo le prime due settimane ero entrata a pieno nella routine tedesca: andavamo a scuola tutti i giorni in bici, con pane, burro e formaggio come pasto principale della giornata. Ho notato molte differenze tra la Germania e l'Italia, dall'organizzazione scolastica, ai supermercati, fino all'orario dei pasti.
Non nego che ci siano stati alcuni momenti difficili, in cui sentivo nostalgia di casa e dei miei amici. L'attimo dopo, però, ero di nuovo a divertirmi con i miei amici tedeschi o a chiacchierare dei più svariati argomenti con la mia ragazza ospitante e sua mamma.
Durante questo mese all'estero ho conosciuto persone davvero meravigliose, sempre cordiali e disponibili con me, che mi hanno aiutata in tutto, anche a praticare la lingua. Pensavo di andare a migliorare il tedesco, ma sono tornata con una seconda famiglia.
Questa esperienza mi ha lasciato molto: sono diventata più autonoma e sono riuscita a cavarmela da sola in tutto. Sono uscita dalla mia zona di comfort e dalla mia quotidianità, ho provato nuovi piatti e ho conosciuto nuove abitudini.
Un consiglio che vorrei dare a chiunque voglia fare questa esperienza ma ha dei dubbi è quello di "buttarsi" e non avere paura, perché certe occasioni non si ripresentano una seconda volta.





