Classico e Scientifico al Festival della Scienza di Genova

Medici alle prese con una diagnosi, fisici impegnati a ricostruire i dati di una missione spaziale, investigatori sulle tracce delle fake news. Giovedì 29 ottobre gli studenti dell'I.I.S. «Cesare Balbo» di Casale Monferrato hanno vestito i panni dei ricercatori al Festival della Scienza di Genova, giunto quest'anno alla ventiquattresima edizione. Alla visita hanno preso parte, accompagnate dai loro docenti, le classi del biennio del Liceo Classico e del Liceo Scientifico e le due classi di Prima Liceo del Classico.

La parola chiave dell'edizione 2026, in programma nel capoluogo ligure dal 22 ottobre al 1° novembre, è stata «Prospettive»: un invito a osservare la realtà da punti di vista diversi. I ragazzi l'hanno messa alla prova in prima persona, in laboratori interattivi che spaziavano dalla medicina all'astronomia, dalla fisica alla comunicazione.

Nel laboratorio «Sottopelle», un gioco di ruolo dedicato alla medicina, gli studenti si sono calati nei panni dei medici: osservare i sintomi, formulare ipotesi, scartare le piste sbagliate fino ad arrivare alla diagnosi.

Con «Fisica Smart» si sono trovati invece davanti a un enigma spaziale: un drone è atterrato su un esopianeta, ma le informazioni raccolte sono andate perdute. Con il solo aiuto dello smartphone i ragazzi hanno ricostruito le misurazioni, dalle ruote del rover per capire com'era fatta la superficie alla forza di gravità per capire la dimensione del pianeta e di quale pianeta si trattasse.

Di stretta attualità il laboratorio «Nella mente complottista», dedicato ai meccanismi con cui le fake news nascono e si diffondono e agli strumenti per riconoscerle. «Un altro paio di mani» ha svelato il funzionamento delle protesi e il modo in cui la tecnologia può restituire i gesti della vita quotidiana, mentre «Alla scoperta dell'Universo» ha accompagnato gli studenti in un viaggio tra stelle, pianeti e galassie.

Tra le altre attività seguite dalle classi, «ChessMath» ha intrecciato scacchi e matematica, «Dunkelflaute. Il nemico delle città del futuro» ha affrontato i periodi in cui vento e sole vengono a mancare insieme, mettendo alla prova la produzione di energia rinnovabile, e «Zero nessuno centomila», dal titolo che strizza l'occhio a Pirandello, ha proposto un gioco di carte in cui anche lo zero conta.

Per gli studenti del Balbo è stata l'occasione per vedere la scienza da vicino: non un insieme di nozioni da memorizzare, ma un metodo fatto di domande, ipotesi e verifiche. Un'esperienza che conferma come cultura umanistica e cultura scientifica siano due modi complementari di guardare il mondo e che, proprio come suggeriva il tema del Festival, ha aperto ai ragazzi nuove prospettive.