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Amore e anzianità: un progetto della 4B e 4C SCU.

Le classi 4B e 4C SCU hanno svolto con la Prof.ssa Autano un progetto alla scoperta dell’anzianità. Gli alunni hanno intervistato i propri nonni circa la loro vita passata, il confronto con il presente, i ricordi, il mondo dei giovani e i consigli da dare ad essi. Due alunni della 4C, non avendo i nonni, hanno cercato di intervistare qualche anziano e, dopo una serie di rifiuti, hanno avuto la fortuna di imbattersi in una coppia di ultrasettantenni sposati da cinquant’anni, che ha raccontato la propria storia. La loro storia ha affascinato i ragazzi che hanno provato, non solo a trascrivere l’intervista, ma anche a romanzarla. Viene riportata qui a seguito. 

È primo pomeriggio di sabato 16 e, appena usciti da scuola, ci incamminiamo in direzione della passeggiata sul lungo Po, alla ricerca di persone da intervistare. 

Dopo una veloce pausa pizza, ci diamo da fare e troviamo le prime persone: una coppia di signori che cammina e chiacchiera lungo il sentiero, ci sembra subito l’occasione perfetta.

Ci avviciniamo e chiediamo se hanno un attimo di tempo per rispondere a qualche domanda, ma la risposta è ancor più veloce del finire del nostro quesito ed è chiara: No, scusateci.

Ancora inconsapevoli del fatto che sarebbe stato il primo di una lunga serie, continuiamo la nostra ricerca propositivi.

In giro c’è poca gente e le prime paure di non riuscire a trovare nessuno da intervistare iniziano. 

È così che decidiamo di spostarci totalmente, ci dirigiamo verso il parco della stazione.

D’ altronde quale è la possibilità che non vi sia nessuno a quest’ora nel parco? 

E invece, ancora una volta, rimaniamo delusi.

Non c’è nessuno, sembriamo rimasti gli unici a camminare spersi in giro per Casale. 

Senza perdere un secondo di tempo, continuiamo la nostra ricerca in corso Valentino, ma nulla da fare, giusto qualche “no” in più che ci scoraggia. 

Sembra proprio che la sorte non ci voglia aiutare e, con ormai poche speranze rimaste, proviamo ad andare in piazza Cavallo. 

Proprio qui, a passeggiare fra i mercatini di Natale, notiamo una coppia di anziani abbracciati e ci avviciniamo.

Ecco quindi, che con poco più di mezz’ora di tempo rimasta prima del dover tornare a casa, siamo riusciti a trovare la nostra storia da raccontare. 

La nostra intervista ha due protagonisti: Pierpaolo e Rita, una dolce coppia sposata da più di 49 anni. 

L’intervista purtroppo non abbiamo potuto registrarla (per volere della coppia), ma la trascriviamo qui seguentemente. 

Adesso, prima di riportare parola per parola l’intervista, fateci presentare (in maniera volontariamente romanzata) le storie di Pierpaolo e di Rita.

Pierpaolo, un uomo di 78 anni, ha dedicato la sua vita a due grandi passioni: l’amore per Rita, una sarta con la quale è stato felicemente sposato per 50 anni, e la sua carriera di professore di storia. Originario di Torino, ha trascorso gran parte della sua vita nella stimolante atmosfera culturale della città.

La sua carriera accademica è stata una fonte di ispirazione per generazioni di studenti, guidandoli attraverso i meandri della storia con passione e dedizione. Pierpaolo ha sempre creduto che la conoscenza del passato fosse 

fondamentale per comprendere il presente ed è per questo che la storia è la sua materia di vita. 

Alla soglia dei 78 anni, Pierpaolo riflette sulla ricchezza della sua vita, fatta di conoscenza, amore e avventure con la compagna di una vita. Lascia dietro di sé un legato di saggezza e passione, continuando a ispirare coloro che hanno avuto il privilegio di condividere il loro cammino con lui.

Rita, la moglie di Pierpaolo, porta con sé il calore e la creatività di una vita trascorsa tra ago e filo alla veneranda età di 71 anni. Nata in una famiglia di campagna nel Vercellese, ha imparato l’arte della sartoria dalle mani sapienti di sua nonna, unendo la tradizione familiare con il suo innato senso estetico.

Negli anni della sua giovinezza, Rita si trasferì a Torino, dove il destino la condusse incontro a Pierpaolo, il giovane professore di storia con gli occhi luminosi e la passione per il sapere. La loro unione fu un intreccio perfetto di menti creative e cuori affini.

Mentre Pierpaolo illuminava le menti dei suoi studenti con la storia, Rita creava capolavori con ago e filo. Il suono regolare della sua macchina da cucire diventò la colonna sonora delle sere trascorse insieme.

Oggi, Rita continua a cucire storie di amore e tradizione, le sue mani esperte tessono il filo della sua esperienza nella trama della vita con Pierpaolo, una storia che ha resistito al passare del tempo come un abito perfettamente cucito.

La coppia l’anno scorso ha deciso di andare a vivere in campagna, in un cascinale nei pressi di Villanova Monferrato. 

Ora, con una breve anticipazione riassuntiva, procediamo con l’ intervista vera e propria:

(Nausicaa): Di solito non si fa, ma possiamo chiedervi quanti anni avete?

(Pierpaolo): Eh noi siamo vecchi, io ho ben 78 anni mentre lei ne ha 71.

(Nausicaa): Ma no dai siete ancora belli attivi.

(Raffaele): Si sembrate più giovani. 

Vi possiamo chiedere anche da dove venite? Se siete di Casale Monferrato o se magari vi siete trasferiti qui dopo.

(Rita): Io sono nata e cresciuta a Vercelli, ma ho vissuto un paio di anni a Torino negli anni ’60.

(Pierpaolo): Io sono di Torino, però siamo venuti a vivere l’anno scorso qua nel Monferrato per poter stare più vicini alla nostra nipotina.

(Nausicaa): Da quanti anni siete sposati?

(Rita): Ormai sono quasi una cinquantina d’anni. Io e lui ci conosciamo fin da bambini grazie alle nostre famiglie, ma a causa degli impegni e della scuola abbiamo perso i contatti per qualche anno, poi grazie al destino, quando avevo 19 anni, ci siamo incontrati di nuovo ad un matrimonio e possiamo dire che ci siamo innamorati fin da subito, infatti non ci siamo più lasciati.

(Nausicaa): Che bella coppia che siete, avete per caso dei figli?

(Pierpaolo): Tocchi un tasto un po’ dolente, avere dei figli era uno dei nostri desideri più grandi ma purtroppo dopo vari tentativi e varie visite abbiamo scoperto di non poterne avere, per fortuna a riempire i nostri cuori è arrivata Elena la nostra nipotina, ha 9 anni e fa parte ormai della nostra quotidianità. C’è lei ormai a tener compagnia a questi due vecchietti.

(Nausicaa:) Ci dispiace molto.

(Raffaele): Davvero, almeno avete con voi la vostra piccola Elena.

(Raffaele): Cambiando argomento, che scuola avete frequentato?

(Rita): Io ho frequentato solo le scuole elementari, purtroppo la mia famiglia aveva bisogno di soldi e perciò ho iniziato a lavorare presto.

(Raffaele): lei invece?

(Pierpaolo): Io, invece, ho finito tutti gli studi, infatti negli anni ’70 mi sono laureato in storia.

(Nausicaa): Riuscireste a descrivere com’era l’ambito scolastico in quegli anni?

(Rita): Io andavo in una scuola di suore, erano severe, mi ricordo di una volta in cui ci hanno obbligato a rimanere seduti immobili con schiena dritta e mani sopra al banco per quasi un’ora. Nonostante ciò mi sarebbe piaciuto molto continuare gli studi, le lezioni mi interessavano davvero.

(Raffaele): Lei signor Pierpaolo?

(Pierpaolo): Io ho sempre avuto buone esperienze con la scuola, penso che sia stata proprio la mia maestra delle elementari a passarmi la passione per la storia. Le piaceva tanto e ce la spiegava con questo luccichio negli occhi che non potevo non farmi prendere dall’interesse. In generale poi, anche negli anni successivi, ho sempre trovato buoni insegnanti, alcuni un po’ più severi di altri ma nulla di esagerato.

(Raffaele): Che lavoro facevate?

(Pierpaolo): Ho trascorso la mia vita lavorativa come professore di storia, insegnando nella vivace città di Torino. Il mio impegno quotidiano consisteva nel rendere accessibile il mondo della storia per i miei studenti. Attraverso le lezioni, ho cercato di trasmettere l’importanza di imparare dal passato e ho visto crescere molte generazioni di menti curiose.

La mia carriera non si limitava alle aule scolastiche. Organizzavo anche viaggi didattici, portando gli studenti a esplorare luoghi storici, cercando di rendere la materia più coinvolgente. Mi ritrovo oggi a guardare indietro con gratitudine, ho amato il mio ruolo di insegnante. 

(Raffaele): Erano scuole medie, elementari o superiori?

(Pierpaolo): Dopo qualche anno alle medie, ho insegnato storia presso gli istituti superiori Santarosa e Gioberti. Il mio lavoro consisteva nello spiegare agli studenti argomenti storici in modo che potessero capire e apprezzare il passato. È stato interessante lavorare con i giovani durante un periodo importante della loro crescita, davvero. 

(Raffaele): E lei?

(Rita): Ho fatto la sarta per tutta la vita. Cresciuta in campagna, ho imparato a cucire da mia nonna. Quando sono venuta a Torino negli anni ’60, ho continuato a cucire, creando vestiti. Sposando Pierpaolo, che insegnava storia, mi sono appassionata al suo lavoro. Quando riuscivo lo aiutavo.

(Nausicaa): Cosa avreste voluto fare nella vita? 

(Pierpaolo): Sapessi di cose che avrei voluto fare….

Sicuramente avrei voluto fare più viaggi, esplorare il mondo e imparare da culture diverse. Il mio lavoro da docente mi ha tenuto spesso tra i libri e le aule, ma avrei desiderato dedicare più tempo a esplorare luoghi nuovi girovagando. Forse avrei voluto più tempo libero in generale. 

(Rita): Mi sarebbe piaciuto studiare matematica. Mi sono sempre piaciuti i calcoli, ma la vita mi ha portato a fermarmi alla quinta elementare. Avrei voluto esplorare di più questo mondo, capire come risolvere problemi complessi e usare la matematica nella pratica. Chissà, magari oggi sarei una prof pure io!

(Nausicaa): Quale è la vostra giornata tipo?

(Rita): Al mattino, ci alziamo e facciamo colazione, Pier non rinuncia mai a latte e biscotti. Io passo un po’ di tempo a mettere in ordine. Dopo preparo il pranzo e mangiamo.

(Raffaele): A che ora mangiate di solito? 

(Rita): Più o meno per le 12. Il pomeriggio ci godiamo il giardino. Nel tardo pomeriggio, Pierpaolo va a giocare con gli amici al bar. La sera cucino la cena e poi ci rilassiamo guardando la tv insieme. 

(Raffaele): Che programmi guardate? 

(Rita): Dipende da cosa c’è, a noi piace “Caduta libera”. 

La nostra vita in pensione è tranquilla e piena di cose che ci piacciono, come cucinare, passeggiare e chiacchierare. Ogni giorno è speciale nella sua semplicità.

(Raffaele): Quale momento rivivreste volentieri? 

(Rita): Domanda difficile però così. 

Penso che rivivrei una delle feste del paese di quando ero giovane, ballando con le amiche. Erano momenti divertenti e pieni di gioia. Ballare, ridere e passare del tempo con le amiche era la cosa migliore. Rivivere quei momenti mi farebbe tornare indietro nel tempo, sentendo di nuovo la felicità di quei giorni speciali.

(Raffaele): E lei? 

(Pierpaolo): Rivivrei il giorno del nostro matrimonio. Quella giornata è stata un capitolo speciale, l’inizio di una vita insieme. Ricordo la tensione mista alla felicità nel guardarci negli occhi mentre pronunciavamo i voti. Quel giorno segnò l’inizio di un’avventura con Rita, e vorrei rivivere l’emozione di quei momenti unici. Anche se di momenti ne avrei tanti sai, ne abbiamo fatte di feste…

(Raffaele): Dopo questi tuffi nel passato vi chiediamo qualcosa di più inerente al presente, cosa ne pensate dei giovani d’oggi?

(Rita): Secondo me questi giovani hanno bisogno che qualcuno ricordi loro quanto sono importanti il rispetto e l’amore verso il prossimo, al telegiornale si sentono tante di quelle cose brutte che mi piange il cuore… 

(Pierpaolo): Per me i giovani hanno tante capacità, ma non vengono incitati a dimostrarle. Si fanno prendere tanto da queste nuove cose elettroniche che non danno più importanza alle cose vere della vita, perdono la visuale del mondo perché troppo concentrati su uno schermo.

(Nausicaa): Con queste premesse, quale sarebbe un consiglio che voi dareste a noi giovani?

(Pierpaolo): Un consiglio che posso dare ai giovani è quello di mettere via la tecnologia per ammirare le bellezze intorno a voi, la vita è breve e avete ancora l’occasione di poter visitare così tanti posti diversi… non sprecate il vostro tempo.

(Rita): Io invece voglio incoraggiare voi giovani a studiare, vi vedo sempre così stufi della scuola che non vi rendete conto di come questo sia un lusso. Non tutti ne hanno avuto l’occasione, dovreste darle più importanza. La scuola insegna tante cose importanti che vi saranno utili in futuro e sarà proprio essa che vi farà raggiungere alti livelli, guardate come ha fatto diventare bravo il mio Pier.

(Nausicaa): Prenderemo molto a cuore i vostri consigli, ascoltare delle vostre vite mi ha fatto ragionare molto e credo che sarà qualcosa che ci rimarrà impresso.

(Raffaele): È stato davvero interessante e ci ha fatto piacere incontrare una coppia gentile come la vostra, vi ringraziamo molto del vostro tempo e dei vostri racconti, vi auguriamo un Buon Natale!

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