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7.01: Festa del Tricolore

La Festa del Tricolore, ufficialmente Giornata Nazionale della Bandiera, è una giornata celebrativa nazionale italiana, istituita per celebrare la bandiera nazionale. Si festeggia ogni anno il 7 gennaio, principalmente a Reggio nell’Emilia.

La giornata venne istituita dalla legge n. 671 del 31 dicembre 1996, intendendo celebrare il bicentenario della nascita a Reggio Emilia del tricolore italiano, che avvenne ufficialmente il 7 gennaio 1797. Per l’occasione venne istituito un Comitato Nazionale.

In occasione della festa presso il Palazzo del Quirinale viene eseguito il Cambio della Guardia in forma solenne, che i Corazzieri svolgono in uniforme di gala; solamente il 2 giugno viene svolto lo stesso rito in forma solenne.

A Reggio Emilia la Giornata viene celebrata con la visita di una delle più alte cariche della Repubblica Italiana (il Capo dello Stato o il Presidente di una delle Camere), che passa in rassegna una selezione di truppe armate e tiene un proprio discorso ufficiale.

http://www.quirinale.it/qrnw/statico/simboli/tricolore/tricolore.htm

 

La bandiera d’Italia è la bandiera della Repubblica Italiana.

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È un tricolore composto da verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni, così definita dall’articolo 12 della Costituzione della Repubblica Italiana del 27 dicembre 1947, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana nº 298, edizione straordinaria, del 27 dicembre 1947.

Il tricolore italiano quale bandiera nazionale nasce a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797, quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni, decreta “che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti”. Ma perché proprio questi tre colori? Nell’Italia del 1796, attraversata dalle vittoriose armate napoleoniche, le numerose repubbliche di ispirazione giacobina che avevano soppiantato gli antichi Stati assoluti adottarono quasi tutte, con varianti di colore, bandiere caratterizzate da tre fasce di uguali dimensioni, chiaramente ispirate al modello francese del 1790.

E anche i reparti militari “italiani”, costituiti all’epoca per affiancare l’esercito di Bonaparte, ebbero stendardi che riproponevano la medesima foggia. In particolare, i vessilli reggimentali della Legione Lombarda presentavano, appunto, i colori bianco, rosso e verde, fortemente radicati nel patrimonio collettivo di quella regione: il bianco e il rosso, infatti, comparivano nell’antichissimo stemma comunale di Milano (croce rossa su campo bianco), mentre verdi erano, fin dal 1782, le uniformi della Guardia civica milanese. Gli stessi colori, poi, furono adottati anche negli stendardi della Legione Italiana, che raccoglieva i soldati delle terre dell’Emilia e della Romagna, e fu probabilmente questo il motivo che spinse la Repubblica Cispadana a confermarli nella propria bandiera. Al centro della fascia bianca, lo stemma della Repubblica, un turcasso contenente quattro frecce, circondato da un serto di alloro e ornato da un trofeo di armi.

Il 17 marzo 1861 venne proclamato il Regno d’Italia e la sua bandiera continuò ad essere, per consuetudine, quella della prima guerra d’indipendenza. Ma la mancanza di una apposita legge al riguardo – emanata soltanto per gli stendardi militari – portò alla realizzazione di vessilli di foggia diversa dall’originaria, spesso addirittura arbitrarie.

Soltanto nel 1925 si definirono, per legge, i modelli della bandiera nazionale e della bandiera di Stato. Quest’ultima (da usarsi nelle residenze dei sovrani, nelle sedi parlamentari, negli uffici e nelle rappresentanze diplomatiche) avrebbe aggiunto allo stemma la corona reale.

Dopo la nascita della Repubblica, un decreto legislativo presidenziale del 19 giugno 1946 stabilì la foggia provvisoria della nuova bandiera, confermata dall’Assemblea Costituente nella seduta del 24 marzo 1947 e inserita all’articolo 12 della nostra Carta Costituzionale. E perfino dall’arido linguaggio del verbale possiamo cogliere tutta l’emozione di quel momento. PRESIDENTE [Ruini] – Pongo ai voti la nuova formula proposta dalla Commissione: “La bandiera della repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a bande verticali e di eguali dimensioni”. (E’ approvata. L’Assemblea e il pubblico delle tribune si levano in piedi. Vivissimi, generali, prolungati applausi.)

I tre colori della bandiera italiana simboleggiano i più alti valori su cui è stata edificata l’Unità d’Italia. Per comprenderne le motivazioni profonde, tuttavia, bisogna tracciarne una breve storia.

Come la somiglianza lascia intendere, il tricolore italiano deriva da quello francese, il quale nasce durante la Rivoluzione Francese dall’unione del bianco – colore della monarchia – con il rosso e il blu – colori di Parigi.

La campagna italica di Napoleone Bonaparte esporta il tricolore nella penisola, dove al blu si sostituisce il verde, colore delle uniformi della Guardia Civica milanese, e quindi simbolo di tutti coloro che hanno combattuto per l’Italia. Per la Massoneria inoltre il verde era il colore della natura, emblema quindi tanto dei diritti dell’uomo quanto del florido paesaggio italiano (interpretazione tuttavia osteggiata da chi sostiene che la Massoneria, in quanto società segreta, non avesse abbastanza influenza per ispirare i colori nazionali).

In Italia il bianco e il rosso si caricarono di nuovi significati: portati durante la Restaurazione da chi si opponeva al ritorno dell’Antico regime e con essi perseguitati, divennero simboli della rivoluzione intesa come sovranità per il popolo e libertà per la nazione.

Questa bandiera, che per la prima volta in Italia non era più un’insegna dinastica, ma l’emblema di una nazione, divenne il simbolo della rivolta che animava e univa tutta l’Italia: il Risorgimento.

Con l’Unità ai tre colori si aggiunse l’azzurro, colore distintivo della famiglia Savoia, inserito nella bandiera del Regno d’Italia sul contorno dello stemma per evitare che la croce e il campo dello scudo si confondessero con il bianco e il rosso delle bande del vessillo; da allora è uno dei colori di riferimento e riconoscimento dell’Italia, ad esempio per le maglie sportive nazionali.

La Repubblica italiana cancellò ovviamente il blu di Savoia e ufficializzò la bandiera nell’articolo 12 della Costituzione, disponendo il verde, il bianco e il rosso a tre bande verticali di eguali dimensioni, per ribadire ancora una volta gli ideali di libertà, uguaglianza e fraternità.

Tricolore o azzurro ?

L’origine del colore azzurro (blu Savoia) risale al 20 giugno 1366, quando il Conte Verde, Amedeo VI di Savoia, partendo per la crociata indetta da papa Urbano V in aiuto dell’Imperatore bizantino Giovanni V Paleologo, suo cugino di parte materna, volle che sulla sua galera veneziana, ammiraglia di una flotta di 17 navi e 2000 uomini, sventolasse accanto allo stendardo rosso-crociato in argento dei Savoia, uno scialle azzurro.

Da quel periodo gli ufficiali portarono annodata in vita una fascia o sciarpa azzurra. L’uso venne reso obbligatorio per tutti gli ufficiali nel 1572 dal duca Emanuele Filiberto di Savoia. Attraverso diverse modifiche nel corso dei secoli la sciarpa azzurra divenne la principale insegna di grado dell’ufficiale italiano ed è ancora oggi simbolo distintivo degli ufficiali delle Forze Armate italiane. La definizione “azzurri” associata alle squadre sportive nazionali italiane è pure essa derivata dal colore azzurro della maglia inizialmente adottato in onore dei Savoia.

Non è mai stata introdotta un’esatta definizione dell’azzurro, originato dal colore blu Savoia.

Come è fatta nel dettaglio: la sua “carta di identità”

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Perché tre colori ?

https://it.wikipedia.org/wiki/Origini_del_tricolore_italiano

http://www.radiomarconi.com/marconi/carducci/bandiera.html

http://www.reggioemilia150.it/Sezione.jsp?idSezione=6

https://www.youtube.com/watch?v=isKOIdU2X7Q

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