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Brava Sabrina !

https://www.ilmonferrato.it/articolo/I8ApW-4Ey0eznjdwt_Oevw/sabina-ganora-una-carriera-nel-mondo-della-musica

L’intervista alla assistente di produzione di concerti e tv

Sabina Ganora, una carriera nel mondo della musica

Dal liceo socio psico pedagogico allo stadio Meazza

Dopo un lungo periodo di stop, il mondo della musica finalmente riparte  e lo fa con grinta. Una professione che richiede impegno e sacrificio. È un mondo emozionante ed eccentrico quello dello spettacolo, in cui migliaia di lavoratori hanno come obiettivo quello di far brillare gli occhi dello spettatore per due ore di show. Sembra sempre una corsa contro il tempo, ma poi gli artisti indossano la loro maschera migliore, le luci si accendono, parte la musica…e ciò che accade sul palcoscenico è una storia che conosciamo. 

La casalese Sabina Ganora ha studiato al liceo socio psico-pedagogico, dove ha iniziato a coordinare dietro le quinte gli spettacoli del professor Enrico Pesce. Un passato recente da cantante in orchestra con artisti e in alcuni programmi televisivi, ora assistente di produzione in tv e molti concerti (nel mese di luglio allo Stadio Meazza di San Siro, a Milano). Sabina ci racconta la magia del mondo della musica. Un “universo parallelo” in cui lei ha brillantemente avviato la sua carriera.

Non solo mondo della musica, ma come sei arrivata a lavorare nel mondo dello spettacolo?Ho sempre trovato il mondo dello spettacolo estremamente interessante. Sia al liceo che in conservatorio ho avuto modo di fare musica, ma soprattutto di coordinare e organizzare tutto ciò che la circonda in un evento. Ci sono arrivata perché ero determinata a perseguire un obiettivo, ci ho sempre creduto e non mi sono mai scoraggiata, neanche in questi anni di epidemia in cui tutto era fermo. È un lavoro difficile, che richiede tanti sacrifici, ma pieno di soddisfazioni. Quello che il pubblico vede non è che una minima parte dell’immenso lavoro che c’è dietro ad uno spettacolo. In concerti grandi, come negli stadi, spesso ci sono parecchie giornate di allestimento in cui vediamo nascere e crescere il palcoscenico e le scenografie, i camerini da vuoti e insipidi diventano stanze piene di drappi e lustro, gli uffici si riempiono di persone che lavorano a dettagli a volte inimmaginabili… Parliamo di settimane di lavoro e centinaia di persone per realizzare quelle due ore spettacolari di concerto.

Sei anche una cantante… cosa significa stare a contatto con tanti artisti?
Questa domanda mi fa sorridere… Facendo questo lavoro ti accorgi che sono semplicemente persone che, come tutti, hanno bisogno di essere viste come tali. Non ho mai capito chi si precipita a chiedere autografi o a fare fotografie con gli artisti. Sinceramente quando li incontro nei camerini mi viene semplicemente da salutarli con gentilezza e lasciarli in pace. 

Raccontaci la tua formazione, da dove hai iniziato a Casale?
Ho studiato canto con il M°. Maria Felicina Signorini.Non avrei potuto chiedere formazione migliore, sia musicale che di vita. Poi mi sono iscritta al Liceo socio psico-pedagogico, al Lanza. Ricordo che, quando sono andata ad iscrivermi, ho chiesto “Qual è il liceo in cui ci sono lezioni di musica?” e ho scelto quello, a scatola chiusa. Lì ho cominciato a coordinare il dietro le quinte degli spettacoli del Prof. Pesce. È stato forgiante. Erano spettacoli piccoli, ma dietro c’era una grande passione.

Hai partecipato a programmi televisivi?
Sì. Quello televisivo è un mondo completamente diverso da quello che ci si può aspettare. Ho avuto modo di lavorare in televisione come musicista, in orchestra, ad Amici e a SanremoYoung, ma anche in produzione. La prima volta che sono salita sul palco dell’Ariston mi sono emozionata. Si respira la storia della musica da lassù e vengono i brividi a pensare che ti trovi sullo stesso palcoscenico su cui sono passati dei giganti della musica. Quest’anno invece sono stata segretaria di produzione per The Band, il programma di Carlo Conti su Rai1. Lì ho trovato una squadra incredibile al mio fianco! Credo sia la cosa più importante quando sei in trasferta per lavoro perché vivi con quelle persone sette giorni su sette, ventiquattrore su ventiquattro. 

Nello specifico di cosa ti occupi?
Dipende dal contesto… Attualmente sono assistente di produzione. E tu ti chiederai “e cioè?”. Ci vorrebbe un’altra intervista per spiegarlo. Metaforicamente potrei dirti che è come costruire una meravigliosa casa di cui vedi solamente la facciata, ma devi sapere che per costruire quella casa c’è voluto tanto duro lavoro e che sotto di essa ci sono delle solide fondamenta, dei mattoni e del cemento. L’intonaco e l’emozione poi, li mette l’artista. Senza quelli la casa non avrebbe senso di esistere.

Aneddoti e simpatici episodi dietro le quinte?
Aneddoti simpatici… sicuramente quella volta in cui il direttore ha dato il via a tutta l’orchestra e quando eravamo già partiti si è accorto di aver sbagliato e ci ha fermato. A pensarci ora è divertente, ma ti assicuro che allora non lo era stato. Quando sei sotto pressione e con la testa immersa in quello che stai facendo non trovi molto divertenti questi intoppi… Gli altri non te li posso raccontare purtroppo. Quello che succede nel backstage, rimane nel backstage.

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