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RiforeStiamo a Casale

Domenica 12 giugno nel giardino del Castello di Sangiorgio, la replica di revolution è stata particolarmente emozionante forse per la cornice suggestiva che creato una atmosfera particolare legando il racconto del 2050 con le tracce del passato che risalgono sono al Medioevo della Torre.

È stata soprattutto l’occasione per presentare il progetto “riforeStiamo a Casale” della classe 1 b del liceo classico, alla presenza dell’assessore all’ambiente del comune di Casale che con entusiasmo si è fatta carico di presentarlo al sindaco e alla giunta del comune.

Si tratta di un progetto concreto per contrastare le conseguenze ormai irrimediabili dell’aumento delle temperature in atto da qua al 2050 e nello stesso tempo un tentativo per arginare l’ulteriore innalzamento attraverso un primo ed immediato intervento fattibile ora e subito. Seguendo gli studi del botanico giapponese Miyawaki  in molte parti d’Europa si è iniziato a creare quelle che vengono definite “microforeste urbane” finalizzate al recupero del degrado urbano riempiendo in maniera molto fitta le zone prescelte con piante autoctone in modo da creare un piccolo ecosistema funzionale in grado di ripristinare il suolo, proteggere risorse come l’acqua e la qualità dell’aria e agire come un luogo di biodiversità.

Gli scienziati affermano che tali ecosistemi sono fondamentali per raggiungere gli obiettivi climatici, stimando che le foreste naturali possono immagazzinare 40 volte più carbonio delle piantagioni di singole specie.

Pensando a un progetto pilota per l’Italia, abbiamo individuato alcune possibili aree della ex mondial – oltretutto prospiciente l’ospedale – e la ex caserma Mazza . luogo in cui una microforesta si inserirebbe in un contesto di continuità con il bosco della cittadella e con i giardini pubblici, creando un polmone verde e una zona di svago di ampie dimensioni.

Nel dossier presentato all’assessore e che ti allego vi sono differenti parti:

una breve introduzione sulla questione dei cambiamenti climatici; una descrizione dei possibili effetti su Casale e sul Monferrato e poi la descrizione analitica di come vengono create le microforeste e i casi già realizzati in Europa. Infine la documentazione fotografica delle aree possibili.

Oltre al dossier abbiamo realizzato cinque pannelli che saranno esposti nella nostra scuola e di cui ti allego le foto. Questo perché questo lavoro è stato inserito in un contesto più ampio di studio sulla comunicazione efficace durato l’intero anno scolastico

Questo nostro progetto si tradurrà in tavole infografiche per allestire una mostra nella nostra città, anche a dimostrazione di come l’educazione civica introdotta nei programmi scolastici, non sia una materia di studio soltanto ma di formazione e “trasformazione”. 

Per questo ci impegniamo nell’organizzare un evento di presentazione di questa nostra proposta alla amministrazione della città. Non è solo un progetto didattico, infatti, ma vuole essere un contributo di partecipazione civile e democratica di ragazzi attenti alle questioni del presente e del futuro. Una forma di coinvolgimento politico attorno ad una delle questioni più rilevanti e urgenti per il nostro futuro: quella dei cambiamenti climatici e delle loro conseguenze.

Vuole anche essere una proposta concreta per impiegare i fondi del Next Generation Plan, cioè i fondi che l’Unione Europea mette a disposizione dei governi per progettare interventi finalizzati alla transizione ecologica e al miglioramento della qualità della vita delle generazioni future, a partire dalla nostra. Proprio per questo ci sentiamo in diritto di dire la nostra e di partecipare al processo decisionale.

Il timore che abbiamo è quello che si considerato come un progetto didattico: vale a dire che ci dicano “bello, bravi!, ma la politica e l’amministrazione sono altra cosa dalle vostre belle idee e dai vostri bei sogni”.

Dato che per realizzare opere come queste non occorrono salti e innovazioni tecnologiche, ma solo la buona volontà e il coraggio di investire in opere che non rendono denari nell’immediato, come potrebbe essere l’imu ricavata da un nuovo centro commerciale, o opere che non accontentano i desideri o i capricci del presente, come nuovi parcheggi più comodi, temiamo che il dirci soltanto “bravi, continuate a sognare” possa essere un altro segno di come nulla verrà fatto per impedire le trasformazioni già in atto causate dai cambiamenti climatici.

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