Una straordinaria monferrina

Cordoglio in Monferrato per la scomparsa di Enrica Morbello Core

Una grande partigiana, aveva 99 anni

Vasto cordoglio in Monferrato per la scomparsa oggi, lunedì 10 maggio, di Enrica Morbello Core, partigiana. Lascia la figlia Fernanda, nota artista. Cresciuta in una famiglia antifascista, classe 1922, era nata 28 febbraio, era uno dei simboli della Liberazione in Monferrato. Nome di battaglia “Fasulin”, staffetta della 114ª Brigata Garibaldi, sposata con Dino Core.

Recentemente era stata inserita nel ciclo di interviste noipartigiani.it di Gad Lerner rilanciato da tutte le televisioni. Era il 1945 e il suo futuro marito, cresciuto in una famiglia contadina, non aveva idea di cosa fosse il fascismo, “istruito” dal padre della futura moglie, noto ebanista e mobiliere di fede socialista, alla fine si convinse a diventare socialista e successivamente comunista. «Mentre Dino combatteva in Sicilia, andando ad Asti a trovare i suoceri, incontrai lo scrittore Cesare Pavese, che mi vide con il viso triste e allora mi diede in regalo un libro di un celebre poeta, nel mentre provavamo a discutere di Resistenza ma allora non si poteva parlare in pubblico, era assai pericoloso», racconta Enrica nel video sul sito noi partigiani.it. All’epoca Cesare Pavese insegnava sotto falso nome al Collegio Trevisio.

Unica componente donna (su oltre cento persone) della Brigata, Enrica era la tesoriera e con un pizzico di incoscienza le fu insegnato come utilizzare un fucile e una mitragliatrice. La Morbelli si recava in Val di Susa per raggiungere il marito. A Grangia di Maffiotto, l’incontro con un tedesco, allora Enrica si sedette sull’erba, con un gomitolo di lana a fare la maglia e disse di essere una sfollata, mentre il marito, raccontando una bugia, era a lavorare ad Amburgo (all’epoca arrivarono i francesi): all’orizzonte un uomo che uscì da un bosco e il militare tedesco stava per sparare, quando Enrica strattonò il braccio del soldato.

«Qui mi spara», racconta la Morbello nell’intervista. Invece fu fortunata. Il giorno del 25 aprile è tempo di liberare Torino. Dopo essere stata scambiata per una tedesca, il ricongiungimento con Dino e l’arrivo alla centrale elettrica Martinetti, dove vennero cacciati i fascisti, poi i tedeschi della caserma Cavour consegnati alle prigioni…la grande sfilata a Torino. Un ricordo indelebile nella sua memoria.

-Mercoledì 12 maggio, dalle 9 alle 16, verrà allestita la camera ardente presso la Sala Consiliare del Comune di Casale Monferrato (via Mameli).
In orario ancora da stabilire, ma prima delle ore 16, probabilmente nel cortile del Comune, verrà organizzato un momento di commiato a Enrica Core. Saranno presenti anche l’ANPI e il Comune di Condove.

 
Al 8 aprile 2019 in prossimità del 25 aprile il professor Manca nostro insegnante e storico con diverse pubblicazioni dedicate alla Resistenza invitò a scuola sia lei sia  Rosetta Sant’Ambrogio
 
 
 

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