“La locandiera” pro Venezia

 

Nella serata del 28 novembre al teatro municipale di Casale Monferrato, è stata messa in scena “La Locandiera”, scritta dal noto commediografo Carlo Goldoni. Con l’adattamento di Francesco Niccolini, Amanda Sandrelli, nei panni di Mirandolina la locandiera, e la sua compagnia composta da Alex Cendron, Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, è stato possibile entrare in una esilarante situazione ambientata nel settecento, che vede una umile locandiera tenere in pugno diversi uomini, alloggianti nella locanda, mentre la corteggiano.  Questa, dovendo sposare il suo servo al quale era stata promessa in matrimonio dal padre, si innamora dell’unico uomo che non le proponeva delle advances, che però si innamorerà della fascinosa locandiera per il suo carattere integro e forte.

Dopo numerose vicende Mirandolina decide di porre fine all’intreccio confuso di amori e interessi che si era creato tra gli ospiti della locanda, comprendendo il valore dell’amore del servo. La rappresentazione è terminata con il brano di Amy Winehouse – “Back to black”, accompagnato dal fragoroso applauso del pubblico.

È stato possibile partecipare all’evento con la modica cifra di 5 euro a biglietto, un ottimo incentivo sia per ragazzi (molti hanno partecipato dal plesso Balbo) sia per adulti a partecipare alle rappresentazioni teatrali.

In questo momento, l’arte di Venezia “affonda” e la Basilica di San Marco, i Musei, la Casa di Carlo Goldoni (e tantissime abitazioni private) sono invasi dall’acqua che sfiora i due metri di altezza.
Il BALBO, con molte sue classi, parteciperà alla rappresentazione teatrale con nel cuore l’idea di sostenere un progetto concreto per le scuole di Venezia.
La raccolta fondi si concluderà con le vacanze di Natale.
di Carlo Goldoni
adattamento e drammaturgia Francesco Niccolini
con Amanda Sandrelli
e con Alex Cendron, Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci
regia Paolo Valerio, Francesco Niccolini
scene Antonio Panzuto
costumi Giuliana Colzi
luci Marco Messeri
musiche Antonio Di Pofi
ARCA AZZURRA PRODUZIONI /TEATRO STABILE DI VERONA

«Fra tutte le Commedie da me sinora composte – scrive Goldoni nell’Avvertimento al lettore – starei per dire esser questa la più morale, la più utile, la più istruttiva. Sembrerà ciò essere un paradosso a chi vorrà fermarsi a considerare il carattere della Locandiera, e dirà anzi non aver io dipinto altrove una donna più lusinghiera, più pericolosa di questa». La scena, precisa l’autore, è a Firenze e questo è un grande affresco di toscanità. Mirandolina è una donna feroce, abituata a comandare, “toscanamente” autoritaria e incline al tornaconto: lotta per portare avanti la locanda dopo la morte del padre, lotta per affermare la forza e la dignità di una donna in un mondo in cui le donne sono solo oggetto di piacere o di disprezzo. Il desiderio intimo della locandiera è sì piacere, «anche perché, piacendo, la cassa si rimpingua: la sua civetteria non è frivolezza, è calcolo».

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