L’araldico Giuseppe

Giuseppe Costanzo, 17enne casalese, studente del Liceo ‘Balbo’, da anni coltiva la passione per le cosiddette “scienze documentarie della storia”, cioè per la genealogia e l’araldica. Nonostante la giovane età è considerato un esperto in materia, ha già pubblicato libri ed è già stato relatore in alcuni convegni specialistici.

Nei giorni scorsi la sua ancora breve ma rapidissima carriera è stata coronata da un riconoscimento prestigioso: è stato invitato a tenere due relazioni a Madrid al Coloquio Internacional sobre la Nobleza, l’evento più importante al mondo in materia di genealogia, araldica e nobiliaria.

Il Coloquio viene organizzato ogni due anni dalla Real Asociacion de Hidalgos de Espana in collaborazione con le principali associazioni internazionali di studi genealogici. Quest’anno si è svolto nei giorni 17-19 ottobre presso il Colegio Major Marques de la Ensenada, che è una struttura dell’università madrilena, alla presenza di personaggi quali S.A.R. Don Pedro de Borbon Dos Sicilias y Orleans, S.A.I.R. Josef Karl von Habsburg-Lothringen ed altre note personalità.

La partecipazione, su invito degli organizzatori, è molto selezionata ed è riservata ai più noti e accreditati studiosi della materia. L’edizione 2019 ha visto la presenza di circa 40 relatori provenienti da vari Paesi.

Le relazioni di Costanzo, che nei suoi studi si occupa specificamente di un argomento di nicchia quale è l’applicazione della genealogia alla storia della Chiesa, vertevano su questi temi: “Figure ecclesiastiche di Casa Farnese” e “Santità nei discendenti di Meroveo”. Di particolate interesse questa seconda relazione, poiché Costanzo, discostandosi dalla storiografia e dall’agiografia tradizionale, ha proposto un elenco attendibile e tendenzialmente completo delle figure di santità della casa merovingia, basato su criteri scientifici nuovi e più rigorosi rispetto agli studi precedenti. I due saggi saranno pubblicati negli atti del convegno.

Costanzo commenta così la sua trasferta spagnola: “L’invito a partecipare ad un evento così prestigioso è stato un grande onore per me. Ero preoccupato perché sapevo che, in quel contesto, il livello delle comunicazioni scientifiche sarebbe stato molto elevato e che non è tollerata alcuna imprecisione, ma alla fine tutto è andato bene. E’ stata una bellissima occasione per confrontarmi con gli amici genealogisti italiani e per conoscere studiosi anche di altre nazioni!Adesso vorrei incominciare a dedicarmi anche ad altre branche della genealogia, oltre a quella ecclesiastica.”.

[da CASALENews]

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