Dio in carcere

Mercoledì 6 febbraio 2019, presentazione alle classi del 4 anno del libro “Padre nostro che sei in galera. I carcerati commentano la preghiera di Gesù” di fr. Beppe Giunti e dei “Fratelli briganti” che da anni collaborano con i Licei delle Scienze Umane ed Economico sociale per i progetti legati all’universo carcerario. Sarà presente la prof.ssa Antonella Pintus per anni docente di Scienze Umane al “Lanza” e animatrice dei progetti di “scuola in carcere”

In queste pagine, che sono un commento al Padre nostro nato dalla condivisione con i carcerati della Casa di reclusione «San Michele» (Alessandria), emerge che la paternità/maternità di Dio non impicca la persona al suo passato, per quanto devastato e devastante. Lui ama la persona in questo momento e ne sogna la rieducazione e la liberazione. Praticamente come l’articolo 27 della Costituzione della Repubblica italiana. Al di là delle sbarre, in galera, la preghiera del Padre Nostro risuona più ricca, più dolorosa, forse più vera e incarnata nella nostra umanità, perché tutti siamo fratelli e briganti.

Giuseppe GIUNTI nasce a La Spezia il 6 gennaio 1948; cresce a Genova e in famiglia respira fede e impegno sociale. Riceve la formazione francescana e sacerdotale ad Assisi, Brescia, Susa, Padova e infine a Roma, al Seraphicum dove conclude gli studi di teologia con una ricerca “sul campo” per il dottorato, nel quartiere Magliana. Svolge il servizio educativo nella scuola pubblica come docente di IRC, dalle Medie al Liceo classico, nella pastorale giovanile in parrocchia a Torino e ad Assisi. Oggi fa parte del corpo accademico della Facoltà Pontificia San Bonaventura ed è formatore nelle cooperative sociali Coompany& e Coompany2 e a questo titolo frequenta il carcere San Michele di Alessandria.

 

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