Amianto: incontro con il dott. Mancini

L’Aula Magna dell’Istituto Balbo ha accolto martedì 20 novembre alcune classi del Plesso Lanza per la conferenza con il dottor Mancini, che ha spiegato ai ragazzi quale problema sia ancora oggi l’amianto.

Dopo un’introduzione del Preside Riccardo Calvo, il dottor Mancini ha iniziato il suo discorso precisando che “conoscenza è prevenzione, senza l’una non può esistere l’altra” e noi abbiamo bisogno di conoscere da vicino, in modo dettagliato, un nemico come l’amianto che subdolamente rovina le vite di molti. Ecco perché bisogna essere cittadini attivi e attenti a ciò che ci circonda.

La storia svela come l’amianto

sia stato usato anche in epoche molto lontane dalla nostra con diversi scopi, ma solo a fine Ottocento, grazie all’idea dell’ingegnere Mazza, questo materiale è stato introdotto in campo edile.

 

Casale Monferrato, città tristemente conosciuta in tutto il mondo per la fabbrica Eternit, non aveva cave da cui estrarre direttamente la fibra di amianto; il suo cemento, però, famoso per l’ottima qualità era l’ideale per i manufatti edili. Ecco che i prodotti finali, come tubature o lastre, risultavano essere incredibilmente utili, ottimi ed economici.

Le caratteristiche principali dell’amianto, infatti, sono: la resistenza alla trazione, specialmente per le fibre più corte e di diametro minore; l’assorbimento acustico, grazie alla porosità che assorbe le onde sonore, per cui venne impiegato nella costruzione di pareti e superfici di piscine, mense, ospedali, palestre, …; l’isolamento termico, è infatti un materiale termoisolante che impedisce la dispersione di calore. Tutte queste caratteristiche hanno prevalso, e purtroppo ancora oggi continuano a primeggiare, su quella principale: la sua estrema pericolosità. Questa fibra, un inquinante cancerogeno, non aveva e non ha alcun odore, non produce allergia e, cosa più importante, non produce danni immediati, i quali vengono scoperti solo a distanza di decenni.

Sono diversi i vettori attraverso cui si muovono le fibre di amianto: l’aria prima di tutto, che le trasporta anche a grandi distanze; l’acqua, anch’essa con il potere di portare le fibre cancerogene ovunque, le quali, dopo l’evaporazione, sopravvivono e tornano ad agire, insediandosi nei polmoni delle persone che le respirano. L’organo bersaglio dell’amianto, infatti, è l’apparato respiratorio; malattie come l’asbestosi, il mesotelioma pleurico o peritoneo sono solo alcuni dei problemi in cui ci si può imbattere. E quelle neoplastiche, come il mesotelioma, sono ancora in aumento!

La ricerca continua e si adopera a trovare una cura per queste malattie, ma la soluzione è ancora lontana. L’unica arma che abbiamo è la prevenzione che possiamo attuare attraverso uno stile di vita più attento, ma soprattutto guardandoci intorno e cercando materiali e prodotti in amianto: oltre 3000 sono, infatti, i prodotti commerciali in cui sono presenti queste fibre. Dopo averle riconosciute, deve scattare la denuncia che si concluderà con la bonifica: solo così, poco a poco, ci libereremo del problema eternit!

 

 

Giada S. Deregibus


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