Scuola e Costituzione: un rapporto da riscoprire

La Scuola nella CostituzioneDisponibile in Podcast!
Il 13 maggio 2008 Presso l’Aula Magna dell’Istituto Superiore “Balbo”, in Via Galeotto del Carretto 4, si è tenuto un incontro dal titolo “La Scuola nella Costituzione; la Costitutzione nella Scuola”, proposto in modo particolare ai Docenti e ai Dirigenti Scolastici con particolare attenzione al tema dell’educazione alla cittadinanza a scuola e delle sue difficoltà.
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La Scuola nella CostituzioneLa nostra Costituzione attribuisce alla scuola un rilievo del tutto particolare e la scuola, dal canto suo, dovrebbe riscoprire in modo più incisivo lo studio del testo costituzionale nell’ambito di un’“educazione civica” autentica.  Potrebbe essere questo il bilancio conclusivo dell’incontro formativo sul tema “La scuola nella Costituzione. La Costituzione nella scuola” promosso lo scorso 13 maggio dall’Istituto Superiore “Balbo”, nell’ambito di una giornata dedicata all’approfondimento del tema della Costituzione repubblicana che ha registrato anche un secondo appuntamento serale presso la Scuola “Alighieri Trevigi”.  L’incontro, proposto in modo particolare a docenti e dirigenti scolastici, che hanno risposto davvero in buon numero e con interesse, era organizzato in collaborazione con il “Coordinamento provinciale per la difesa e l’attuazione della Costituzione”, associazione che da anni si occupa di promuovere l’attenzione dell’opinione pubblica nei confronti della Carta costituzionale e della sua attualità.

Dopo i saluti di Paolo Mascarino, Sindaco di Casale Monferrato, e di Mariuccia Merlo,  Presidente del Consiglio Comunale, Giovanni Abbate, Dirigente Scolastico dell’Istituto Superiore “Balbo”, ha introdotto il rapporto tra scuola e Costituzione riconducendolo al ruolo “educativo” della scuola stessa, che deve dare il suo contributo alla formazione dei giovani anche sul piano dell’orientamento al’etica pubblica.  Una premessa al tema della giornata è stata affidata a Paolo Filippi, Presidente della Provincia di Alessandria, che si è soffermato sul dibattito relativo alle riforme e sulla persistente attualità dei principi della Carta, ma ha delineato in particolare  l’importanza della riscoperta di un “senso civico” che si contrapponga al dilagante individualismo, senso civico che può fondarsi solo sulla conoscenza consapevole degli atti fondamentali della propria comunità civile.
E’ stata poi la relazione molto puntuale di Renato Balduzzi, Professore Ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università del Piemonte Orientale con apprezzate competenze in diversi ambiti di applicazione del Diritto, ad attirare l’attenzione dei presenti sui presupposti del rapporto tra scuola e Costituzione e sulle sue implicazioni. 
Attraverso un richiamo al dibattito in Assemblea Costituente e in riferimento al testo della Costituzione stessa (in particolare agli articoli  33 e 34),  Balduzzi ha messo in evidenza lo speciale rilievo che la scuola assume nella prospettiva costituzionale; non a caso il diritto all’istruzione è l’unico per il quale già la Carta fissava in modo esplicito il compito dello Stato di istituire direttamente il relativo servizio (“scuole statali per tutti gli ordini e gradi”), cosa che non era avvenuta, per esempio, per un diritto pure ampiamente tutelato come quello alla salute. Ed è sempre il testo costituzionale a costituire il presupposto diretto di tutta la successiva ricca legislazione scolastica. Ma a quest’ultimo livello, paradossalmente,  le linee normative forse più disattese sono state proprio quelle relative allo studio della Costituzione a scuola e all’”educazione civica”, comprese quelle più recenti. Sulle difficoltà degli insegnanti a valorizzare adeguatamente  questo aspetto del lavoro scolastico si è discusso anche con il pubblico presente, e ci si è soffermati in modo particolare sui problemi di metodo: si è rilevato come quello dell’educazione alla cittadinanza sia un impegno che da un lato dovrebbe essere coltivato a livello trasversale a tutte le discipline e a tutti i momenti della vita scolastica, ma dall’altro richiede di lavorare anche su competenze specifiche, in vista delle quali la maggior parte dei docenti interessati non ha avuto occasioni di adeguata formazione.  Resta il fatto che appare sempre più attuale l’esigenza di un’“educazione civica” autentica, fondata sulla coscienza dei principi fondanti della convivenza sociale e civile, con particolare attenzione al tema della responsabilità. Infatti, come ha sottolineato Balduzzi,  se non tutti i problemi che si vivono a scuola si possono risolvere con l’educazione civica, una salda consapevolezza delle nostre basi costituzionali potrebbe essere di vero aiuto.
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